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E’ fatto noto che almeno l’80% degli infortuni sul lavoro sono collegati al fattore umano / comportamentale.
Si può intervenire sul comportamento individuale in vari modi.
Tradizionalmente si è fatto ricorso alla formazione, la quale si è rivelata di valore limitato quando alla base di un certo comportamento vi siano consuetudini o altre motivazioni, sia legate all’ambiente di lavoro che individuali.
Marsh ha sviluppato il processo BRI (Behavioural Risk Improvement) per identificare e migliorare comportamenti problematici per la sicurezza. Il processo è basato su collaudate tecniche motivazionali, e prevede il coinvolgimento del personale a ogni livello, dai dirigenti agli impiegati.
La filosofia alla base del processo BRI è di dare un senso di responsabilità e padronanza della propria sicurezza alle persone esposte a rischi. Esso consente di incoraggiare, da parte di ciascun lavoratore, un comportamento corretto. Così facendo, si diffonde uno spirito di appartenenza al gruppo e una maggiore soddisfazione in ambito lavorativo.
Il processo BRI è “bottom to top” e si articola in varie fasi strutturate, partendo dall’osservazione quantitativa dei comportamenti e delle situazioni di lavoro identificate come a rischio, per giungere all’elaborazione di soluzioni e precisi obiettivi di sicurezza aziendale.
I risultati ottenibili in un periodo ragionevole (da sei mesi a un anno) sono sorprendenti. Solitamente si notano già nelle prime fasi (definizione degli strumenti operativi e formazione degli operatori) forti miglioramenti a livello della comunicazione interna.
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